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Miracolo - Approfondimenti

Miracolo - Approfondimenti Miracolo - Approfondimenti
Miracolo
autori: Boyan Manchev
formato: Libro
prezzo:
€ 15,00
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Boyan Manchev

Il
miracolo è il divenire, il divenire è la cosa più semplice, insopprimibile, dell’esistenza.

Il miracolo è la possibilità che in ogni istante accada un cambio di direzione del mondo.

Nel primo episodio del Decalogo di Kieślowski, un padre scienziato accorda il permesso al figlio di pattinare sul lago ghiacciato dopo aver controllato e messo in relazione una serie di parametri al computer (temperatura, ecc.); ma del tutto inspiegabilmente il ghiaccio si rompe, il bambino muore ed il padre si arrende all’evidenza solo quando riconosce il corpo del figlio, mentre nelle ore precedenti non aveva saputo “vedere” gli indizi: la sirena dell’ambulanza, gli amici del ragazzino che lo cercano a casa, la lezione mancata….

Questo non è un esempio che ha usato Manchev (B. Manchev, Miracolo, Lanfranchi editore) e Miracolo non si riferisce alla religione o alla parascienza, ma ho citato Kieślowski per la sua insistenza sul ruolo che ha il caso, l’imprevedibile, nella nostra vita.

Dunque il miracolo è un evento disruptive?  E' l’ interruzione di una sequenza causale, di fatti spiegabili con un rapporto di causa /effetto? Se così fosse, il miracolo potrebbe essere la conseguenza di un intervento divino, oppure il risultato di un fenomeno non ancora intelligibile scientificamente, ma che prima o poi potrebbe essere spiegato mediante una nuova legge, una regola aggiornata.

Per Manchev però il miracolo è qualcosa di maggiormente pervasivo. E’ la capacità della vita di trasformarsi in continuazione. “Il mondo non si ferma mai. Ecco il miracolo” (Ibidem, pag. 90).

Manchev cita il mito di Aracne. Aracne è una tessitrice, un’artista di talento, non solo per la sua abilità di tessere la lana, ma anche per la bellezza delle immagini che produce con la sua arte. La dea Atena, gelosa della sua fama, la invita a rendere lode agli dei per il suo talento, ma Aracne, che è sicura di sé e non sente il bisogno della protezione divina, non accoglie l’invito della dea, anzi la sfida. L’esito della competizione conferma la straordinaria capacità di Aracne, ma Atena distrugge gli arazzi prodotti dalla tessitrice (sia per la loro perfezione, sia per la rappresentazione irriverente degli dei) e questo induce Aracne a darsi la morte. Atena decide di salvarla, ma la trasforma in un ragno, tale metamorfosi comporta il risucchiamento del corpo della tessitrice in un nuovo corpo, che da sé produce la tela, vi avviluppa gli insetti che cattura, i quali metabolizzati si trasformano in bava e formano una rinnovata tela, in un processo infinito di trasformazione.
"Tutto si trasforma, nulla muore" (Ovidio, Le metamorfosi, Libro XV, Pitagora, 176-198)

Questa condanna alla trasformazione perpetua
però, a ben guardare, non è una iattura, ma una potenzialità, suggerisce Manchev. Non si tratta certo di un inno alla produttività instancabile o alla perfetta funzionalità degli organi. Ma si tratta della metamorfosi continua come essenza della vita.
Aracne la tessitrice produceva dei capolavori perfetti, ma in quanto tali erano “finiti”, cioè rappresentavano un’opera compiuta, fissa, che si esauriva in una determinata produzione. Mentre la nuova aracne (il ragno) genera una sorta di movimento continuo, una dis-organizzazione continua, i vecchi corpi che si trasformano in nuova materia che produce incessantemente forme nuove.
“Il concetto di disorganizzazione indica che la vita ha sempre la possibilità di organizzarsi senza rinchiudersi, senza fissarsi nella fissazione di un limite, di sperimentarsi sempre un po’ più in la” (Ibidem, pag. 59).

Insomma “E’ un miracolo che il cambiamento esista afferma Manchev citando Daniil Harms /Charms (ibidem, pag. 89) e il miracolo è appunto “la potenza di divenire altro” (ibidem, pag. 107).

Non si azzera l’ordine delle cose. “Lo si erode solamente un po’; e, tuttavia, questa piccola erosione aritmica finisce per cambiare il corso del mondo” (ibidem, pag. 77).

La felicità è la capacità di sentire la potenza della vita in quanto tale (ibidem, pag. 113).

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