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Visioni

Visioni

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Compito della critica è farsi visione. Guardare significa riconoscere l'istante in cui è necessario chiudere gli occhi, il momento in cui dobbiamo lasciare calare l'oscurità affinché l'immagine diventi immaginazione.

20,00
 
Formato Libro
Temi Filosofia
Collana Tessitori contemporanei, 22
Pagine 207
Pubblicazione 04/2016
ISBN/EAN 9788836300815

Compito della critica è farsi visione. Insistere sul carattere visionario della parola critica significa, infatti, dare all’arte delle immagini – ben altra cosa dalla semplice produzione di immagini – un valore che va al di là tanto dell’intrattenimento culturale quanto della critica sociale. In fondo, significa considerare l’arte un’apertura su una dimensione ulteriore dell’umano, senza che questo reinvii necessariamente a una dimensione religiosa; significa aprire il mondo a se stesso e, quindi, alla sua alterità, a ciò che esso contiene di non ancora visibile, pur essendo già qui, presente, sotto i nostri occhi.
In una società che vorrebbe rendere visibile e sempre disponibile ogni istante dell'esistenza, in una sorta di perpetua rete di selfie e cartoline di un'umanità e di un mondo totalmente esposti, avere una visione significa comprendere che l'immagine conserva un lato oscuro, segreto, un punto cieco che rende colui che la guarda a sua volta cieco, non perfettamente vedente. Saper guardare, allora, significa anche saper riconoscere l'istante esatto in cui è necessario chiudere gli occhi, il momento in cui dobbiamo lasciare calare l'oscurità affinché l'immagine diventi immaginazione.  E, così facendo, l'immagine si fa pensiero, parola, suono, mondo. Il mondo che era divenuto immagine, ora, grazie all'arte dell'immagine, torna ad essere mondo, in un ciclo senza fine, in un'apertura smisurata del cosmo a sé stesso.

 

Biografia dell'autore

Federico Ferrari

Federico Ferrari è nato a Milano nel 1969. Insegna Filosofia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Milano. E' stato visiting professor in diverse istituzioni e università straniere, oltre ad essere corrispondente per l'Italia del Collège International del Philosophie di Parigi. Con Lanfranchi editore ha pubblicato Visioni. Scritti sull'arte (2016); Costellazioni. Saggi sull'immagine, il tempo e la memoria (2006); Nudità. Per una critica silenziosa (1999); La comunità errante. Bataille e l'esperienza comunitaria (1997).  Altre opere dell'autore sono: Oscillazioni. Frammenti di un'autobiografia, SE (2016); L'anarca, Mimesis (2014); L'insieme vuoto. Per una pragmatica dell'immagine, Johan & Levi (2013); Il re è nudo. Aristocrazia e anarchia dell'arte, Sossella Editore (2011); Sub specie aeternitatis. Arte ed etica, Diabasis (2008); Iconografia dell'autore (con Jean-Luc Nancy), Sossella Editore (2006); La convocazione (con Tomas Maia e Federico Nicolao), Chorus (2006); Lo spazio critico. Note per una decostruzione dell’istituzione museale, Sossella Editore (2004/2008); La pelle delle immagini (con Jean-Luc Nancy), Bollati Boringhieri (2003).

Approfondimenti che parlano di: Visioni

Questa ricerca si articola su più fronti, allargando di conseguenza il concetto stesso di immagine, il suo statuto ontologico e la sua portata epocale. I confini disciplinari sembrano saltare: né critica né storia dell’arte, né sole arti visive né soppressione delle specificità di ogni singola immagine. L’immagine si espande oltre i propri limiti stabiliti, dalla scultura alla pittura, dalla fotografia al cinema. Ciò che appare, attraverso questi scritti, sono i rapporti che l’immagine instaura, oltre che con la vista, con la memoria, il corpo, la società e il concetto stesso di verità. L’immagine è sottratta agli angusti muri della vista, per divenire visione di ciò che è ancora ignoto.

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